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50 anni di Sant’Egidio. Impagliazzo: “L’augurio? Essere sempre una comunità in uscita”

da Servizio Informazione Religiosa (SIR) del 10 febbraio 2018

di M. Chiara Biagioni

Partono i festeggiamenti per i 50 anni della Comunità di Sant’Egidio, fondata nel Sessantotto da Andrea Riccardi e oggi presente in oltre 70 Paesi del mondo. Il primo appuntamento è a Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano, per una celebrazione presieduta dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. Ma è solo la prima di tante altre feste nei Paesi in cui è presente: dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America Latina. Intervista al presidente Marco Impagliazzo

È il popolo delle tre P: preghiera, pace e povertà. È diffuso oggi in oltre 70 Paesi del mondo. 60mila persone di tutte le età e condizioni sociali. È una grande foto di famiglia quella che ritrae la Comunità di Sant’Egidio: quest’anno compie 50 anni. Nacque infatti a Roma nel 1968, a Trastevere, nel cuore di Roma. A fondarlo Andrea Riccardi e un gruppo di giovani che, in piena rivoluzione studentesca, scoprirono nelle pagine del Vangelo un’energia di cambiamento che partiva dai cuori. Venne come conseguenza naturale prima l’impegno per i poveri, poi per la pace – perché “la guerra è la madre di tutte le povertà” – e poi la scoperta della forza della preghiera perché laddove falliscono gli uomini, può operare lo Spirito della pace. È lo “Spirito di Assisi” che, dal 1986, Sant’Egidio porta ogni anno in tutte le città d’Europa, radunando nell’unica invocazione a Dio uomini di tutte le fedi religiose, ai quali nel tempo si sono uniti anche rappresentanti del mondo politico e della cultura. Sant’Egidio è conosciuta oggi nel mondo per il suo lavoro di dialogo, per i processi di pace avviati in più punti del pianeta, per il suo impegno nelle periferie più povere delle città e ultimamente anche per il progetto dei corridoi umanitari che insieme alle Chiese evangeliche sta portando avanti in Italia, Francia e in Belgio. La “Festa” del suo 50° è a San Giovanni in Laterano dove a presiedere la Messa c’è il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin. Presenti anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il Sir ha intervistato Marco Impagliazzo, presidente oggi della Comunità.

Sant’Egidio nasce nel pieno della contestazione sessantottina. Quale fu in quel contesto la scintilla che portò alla sua fondazione?

Sant’Egidio emerge in un contesto storico di grande contestazione da parte dei giovani occidentali, europei e americani, alle strutture fondamentali della società, alla famiglia, alla Chiesa, alla scuola, alle forze armate, alle istituzioni in genere. Una contestazione nella quale Sant’Egidio nasce senza porsi né a favore né contro ma dentro questi rivolgimenti maturando una convinzione molto chiara:

la vera rivoluzione, quella che porta frutto, è la rivoluzione del cuore e non primariamente delle strutture della società.

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