Superdiversa. Itinerari della Roma plurale (a cura di M.C. Giorda, E. D’Alessandro e A. Federici, ed. Quodlibet 2026) è una guida originale di Roma: non la Roma dei percorsi turistici tra monumenti e musei o dei pellegrinaggi religiosi tra basiliche e catacombe. Il volume propone sei percorsi su altrettanti assi tematici: alcuni attraversano quartieri centrali e itinerari noti, illustrando – anche grazie alle belle fotografie di Giulia Massenz – ciò che lo sguardo abituale non coglie; altri si addentrano in sobborghi periferici dove, tra capannoni della logistica e furgoni, si nasconde, per esempio, un monastero buddista cinese.
La guida – divisa tra luoghi, corpi, oggetti, odori, suoni e silenzio – consente di camminare per Roma e accorgersi della stratificazione religiosa del paesaggio urbano avvenuta negli anni e ancora in corso. Tra la fine del Novecento e i primi anni del Duemila, infatti, Roma è profondamente cambiata, divenendo sempre più una città multietnica. La presenza di cittadini stranieri è cresciuta in maniera sostanziale, fino a raggiungere il 13% di una popolazione totale di 2 milioni e 745mila persone. L’immigrazione è un fenomeno di lunga durata, iniziato alla fine degli anni Settanta, con persone provenienti nella maggior parte dei casi dall’Africa (Capo Verde, Eritrea, Somalia), a cui successivamente si sono aggiunti migranti dall’Asia e dall’America Latina, ma anche dai paesi dell’Est europeo, a seguito della caduta del Muro di Berlino. Attualmente la comunità di gran lunga più numerosa è quella originaria della Romania, con oltre 150mila persone, seguita dagli immigrati provenienti da Filippine (40mila), Bangladesh (39mila), Cina (21mila) e Ucraina (20mila).
In mezzo secolo è avvenuta una trasformazione profonda: oggi Roma è una città multireligiosa, abitata da diverse confessioni cristiane – particolarmente articolata è la presenza dei romeni ortodossi, con dodici chiese e attività pastorali negli ospedali e nelle carceri – ma anche da altri culti. L’islam è divenuta la seconda religione nella città e i suoi fedeli, oltre alla moschea di Monte Antenne, si radunano in moschee e centri islamici nei quartieri della periferia, presso garage, magazzini o locali commerciali riadattati, alcuni dei quali sono ben descritti in Superdiversa.
Scrive una delle autrici, Maria Chiara Giorda: «L’identità di Roma come città profondamente religiosa ha favorito l’insediamento di gruppi confessionali differenti, attratti da un ambiente in cui la dimensione spirituale occupa ancora uno spazio centrale nella vita collettiva». Nonostante i processi di secolarizzazione e un numero elevato di persone che si dichiarano non credenti o agnostiche, le religioni hanno una presenza vivace sul territorio. Soprattutto offrono una risposta alla grande malattia del nostro tempo, che è la solitudine.
Come in altre città italiane ed europee, gli abitanti di Roma soffrono di isolamento, nel senso che mancano le comunità e si sono sfilacciate quelle reti sociali che hanno fatto, fino ad un recente passato, la vita dei quartieri e delle periferie. Nell’epoca della globalizzazione e della guerra diffusa, che lascia tanti isolati, spaesati e privi di punti di riferimento, la vera sfida è quella del vivere insieme tra diversi. Le migrazioni hanno profondamente cambiato la fisionomia delle città europee. In spazi stretti si concentrano diversità enormi, di cultura, stile di vita, religione. La differenza abita alla porta accanto, il mercato di quartiere, una corsia d’ospedale, un istituto penitenziario, le aule scolastiche, i servizi sociali sul territorio.
Nelle grandi città europee – e Roma non fa eccezione – imparare a vivere insieme è sempre più necessario, per prevenire quei piccoli scontri di civiltà che si accendono anche nei nostri quartieri. Come ha scritto alcuni anni fa Andrea Riccardi, «nel conoscere, nel comporre alterità, connessioni, distanze, prossimità e meticciati, si esercita quell’arte del convivere, frutto di realismo politico e di speranza umana e religiosa. È il realismo di fronte a un mondo plurale».
Quella stratificazione religiosa che ci fa scoprire l’altra faccia di Roma
Una nuova guida per esplorare il volto plurale dell'area metropolitana
di Marco Impagliazzo pubblicato il 27/06/2026 su Avvenire
Commenti chiusi
I commenti per questo post sono chiusi.