Archivio mensile:febbraio 2017

Immigrazione: Impagliazzo (Sant’Egidio) su nuovo decreto, Parlamento “si ispiri a princìpi di umanità e integrazione evitando ogni strumentalizzazione”

SERVIZIO INFORMAZIONE RELIGIOSA

“Avviare una riforma complessiva evitando, per questa delicata materia, ogni strumentalizzazione politica. Non si può ragionare solo in termini di sicurezza, ma ispirarsi a princìpi di umanità e puntare sull’integrazione. È urgente in questo senso l’approvazione la nuova legge sulla cittadinanza, bloccata da troppo tempo al Senato, dato che riguarda migliaia di minori che già si sentono a pieno titolo italiani perché nati nel nostro Paese o perché hanno frequentato le nostre scuole”. È l’appello al Parlamento lanciato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in attesa di conoscere i dettagli del decreto varato ieri dal governo in tema di immigrazione. Impagliazzo sottolinea alcuni punti critici del decreto e avanza alcune proposte: “È necessario prima di tutto che vengano garantiti i diritti dei migranti che presentano domanda di asilo perché fuggono da Paesi in cui dominano guerre, violenze e rischio per la vita delle persone. Occorre al tempo stesso puntare su vie di ingresso legale, come il sistema della sponsorship, in vigore in Canada – la chiamata e presa in carico di profughi e migranti da parte di enti e associazioni in accordo con lo Stato -, o come i corridoi umanitari: si tratta di modelli che offrono sicurezza per chi arriva – perché evitano le morti, terribili e inaccettabili, dei migranti in mare, sottraendoli ai trafficanti di uomini – ma anche per chi accoglie, attraverso controlli che vengono effettuati già nei Paesi di partenza”. “Di fondamentale importanza – conclude il presidente di Sant’Egidio – sarebbe anche la riapertura di canali per permettano ingressi regolari per lavoro, scelta che ricondurrebbe l’immigrazione nell’ottica delle risorse e dello sviluppo, dato anche il costante calo demografico del Paese, sottraendola alla demagogia”.

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Il ponte di Francesco, il muro di Donald

Huffington Post del 3 febbraio 2017

di Marco Impagliazzo

L’immigrazione. Fra tutti i temi che poteva scegliere per dare un segnale forte all’inizio del suo mandato Donald Trump ha affrontato l’argomento più sensibile, al momento, sullo scenario internazionale.

Perché ne riassume tanti altri: le guerre in corso (che producono enormi masse di profughi), la minaccia del terrore, le crisi ambientali, il ruolo delle religioni (con l’Islam nel mirino) e la libera circolazione dei cittadini.

Bandire per qualche mese dal proprio territorio nazionale sette Paesi che si reputano esportatori di terrorismo e allargare il muro con il Messico, le prime mosse concrete. Da molte parti del mondo si è sollevata indignazione e negli Stati Uniti si sono registrate forti proteste, ma è poco chiaro chi, non tanto militarmente quanto politicamente, possa rappresentare un’alternativa a questo modo di procedere.

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