Archivio dell'autore: borton68

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Ogni vita umana è sacra. Un impegno più forte

da Avvenire del 3 agosto 2018

di Marco Impagliazzo

Papa Francesco ha modificato un articolo del Catechismo della Chiesa cattolica (n.2267), affermando, alla luce del Vangelo, «l’inammissibilità della pena di morte perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona». È una definizione chiara e decisa che impegna la Chiesa e i cattolici ovunque nel mondo perché si difenda sempre e comunque la intangibilità della vita anche attraverso l’eliminazione di questa pena disumana. Il Papa ha comunicato questa modifica del Catechismo a tutti i vescovi del mondo. È un impegno grande e vasto per tutta la Chiesa a educare e lavorare, anche in questo campo, per salvaguardare la sacralità della vita umana e la sua dignità.

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Ciò che c’è da fare. Rom: parole gravi e fatti necessari

da Avvenire del 26 luglio 2018

di Marco Impagliazzo

Nel discorso pubblico, come in ogni momento della vita, le parole sono importanti. Hanno un valore e un peso. Se si tratta di personaggi pubblici, addirittura figure istituzionali, l’uso delle parole è ancora più delicato perché vengono diffuse, amplificate, giungono alle orecchie di un pubblico vasto. Queste parole possono influenzare le opinioni pubbliche e spesso sono dette proprio a questo scopo. Per questo lascia perplessi il linguaggio di un importante ministro della Repubblica a proposito di una minoranza variegata presente in Italia da tempo, quella dei rom (mi si perdoni la semplificazione). Parlare, come ha fatto ieri il ministro Salvini, in sorprendente risposta a un efficace intervento del presidente Mattarella che ricordava le persecuzioni subite da questa minoranza a causa delle leggi razziste del 1938, di «30.000 persone che si ostinano a vivere nell’illegalità» definendoli «sacca parassitaria», suona pregiudiziale verso un’intera comunità, oltre che non corrispondente alla realtà.

Forse ci si è dimenticati che la definizione «parassiti» nella storia del Novecento è stata utilizzata per gli ebrei, quando venivano accusati di praticare l’usura.

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Comunita di Sant'Egidio

I laici, nella linea più avanzata della Chiesa

da Vita Pastorale

di Marco Impagliazzo

Ma oggi la missione dei laici segna il passo dopo le straordinarie aperture del concilio Vaticano II

«I laici si trovano nella linea più avanzata della vita della Chiesa. Abbiamo bisogno della loro testimonianza sulla verità del Vangelo e del loro esempio nell’esprimere la fede con la pratica della solidarietà». Così papa Francesco per le intenzioni di preghiera di maggio. I laici nel contesto ecclesiale. I laici e la loro missione. Temi su cui ci si confronta da prima del Concilio, che sono al cuore della sfida che la Chiesa intera si trova a vivere oggi, se vuol davvero essere “in uscita”, se vuole che “la gioia del Vangelo” si faccia vissuto di un popolo più largo. Si ritiene, in genere, che le straordinarie aperture del Concilio riguardo al laicato abbiano segnato il passo nei decenni successivi. In quegli anni si era assistito a un dibattito coinvolgente (si pensi agli anni della “teologia del laicato”, a teologi come Philips e Congar). Ma il quadro che oggi abbiamo davanti è diverso.

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Caro Salvini, andiamo avanti sui corridoi umanitari. Parla il presidente di Sant’Egidio

da Formiche del 7 luglio 2018

di Francesco Bechis 

Intervista a Marco Impagliazzo. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio si dice soddisfatto delle rassicurazioni del ministro dell’Interno e spiega come e perché si può e deve estendere l’esperimento dei corridoi umanitari

Entrare in Europa in aereo, senza affidarsi a viaggi della speranza che si trasformano puntualmente in una colonna funebre. E poi iniziare un percorso di integrazione sul territorio, nel rispetto delle leggi e la cultura del Paese ospitante, grazie alla solidarietà di volontari, famiglie, parrocchie. È questo il fine ultimo dei corridoi umanitari, il progetto pilota portato avanti già da alcuni anni dalla Comunità di Sant’Egidio grazie a un protocollo di intesa con il governo italiano, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese. Dal 2016 sono 1600 i rifugiati siriani che hanno trovato una via di ingresso sicura in Europa grazie ai corridoi. Numeri irrisori, certo, se confrontati con le dimensioni della crisi migratoria che non è certo confinata a chi scappa dalla guerra. Se il supporto delle istituzioni passa dalle parole ai fatti però non è impossibile espandere su larga scala l’esperimento. Offrendo ai rifugiati una soluzione, fra le tante, per non finire il loro viaggio sui fondali del Mediterraneo. Angela Merkel ed Emmanuel Macron, fra gli altri, hanno già benedetto l’iniziativa incontrando il fondatore della Comunità Andrea Riccardi.

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Migranti: Impagliazzo, stop a parole polemiche, l’Italia è capace di proteggere chi ha bisogno

da AgenSir del 27/06/2018

Oggi è il giorno in cui in Italia si fermano le polemiche e parlano i fatti: c’è un’Italia delle istituzioni, delle associazioni, delle Chiese, dei movimenti che vuole proteggere chi ha bisogno di protezione internazionale”. Con queste parole Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha commentato l’arrivo a Fiumicino di 139 profughi, tra cui 62 bambini, grazie ai corridoi umanitari resi possibili dal Protocollo d’Intesa siglato con lo Stato dalla Cei e da Sant’Egidio. “Il nostro è un Paese capace di accogliere e di integrare: questo è il messaggio che arriva da qui”, ha aggiunto Impagliazzo sottolineando che “i corridoi non sono una buona pratica, ma una realtà vera del nostro Paese”.

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Macron in Vaticano: incontro con Comunità di Sant’Egidio. Impagliazzo, “far crescere i corridoi umanitari” e favorire lo sviluppo in Africa

da AgenSir del 26/06/2018

Migrazioni, corridoi umanitari, il ruolo dell’Europa e lo sviluppo dell’Africa. Questi i temi affrontati dalla delegazione della Comunità di Sant’Egidio all’incontro che questa mattina ha avuto con il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron prima dell’udienza con Papa Francesco. “È stato un incontro molto positivo”, dice al Sir Marco Impagliazzo, presidente della Sant’Egidio: “Il presidente ha ringraziato la Comunità per i corridoi umanitari che si sono aperti anche in Francia oltre che in Italia, in Belgio e Andorra. E soprattutto abbiamo avuto una lunga discussione sui temi della pace e dello sviluppo in Africa”.

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Marco Impagliazzo: «L’accoglienza è un fondamento del Vangelo»

da Vanity Fair del 12 giugno 2018

di Valeria Vantaggi

L’Italia chiude i porti, il Vaticano si schiera contro la decisione di Salvini e viene criticato (ferocemente) sui social. Ne abbiamo discusso con il presidente del movimento da anni impegnato nel portare avanti i «corridoi umanitari» per gli immigrati

No, in Spagna non ci sono ancora: mancano 4 giorni di navigazione e chissà come arriveranno questi 629 migranti che non sono riusciti a sbarcare in Italia. Il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini l’aveva preannunciato in campagna elettorale e ora l’ha fatto: domenica 10 giugno ha dato ordine di chiudere i porti italiani alla Aquarius, chiedendo ad altri Paesi dell’Unione Europea di permetterne lo sbarco altrove, perché qui in Italia lui i migranti non li vuole accogliere. Non così almeno: «Si tratta di una situazione di emergenza.

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«L’unica strada è il ricongiungimento familiare» Intervista a Marco Impagliazzo

Accordi bilaterali con gli Stati per limitare partenze e concedere visti

da Il Giornale di Sicilia

di Andrea D’Orazio

Interessi contrapposti, stesso risultato, tutto da rifare, e adesso, chiuso il vertice di Lussemburgo, un’intesa europea sulla ridistribuzione dei richiedenti asilo sembra ancor più lontana. Soluzioni? Per Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, «bisogna insistere sulla strada del dialogo tra Cancellerie, evitando il contrasto a oltranza. Beninteso, l’Italia ha fatto bene a bocciare la bozza di riforma delle regole di Dublino presentata da Sofia, perché quella proposta induriva ancor di più l’accordo siglato nel 2013, ma ora deve subito rilanciare, come si fa in ogni trattativa».
Puntando dove? 
«Verso un altro testo di riforma: quello approvato dalla Commissione delle Libertà civili del Parlamento Ue. Se venisse accettato dall’Esecutivo europeo, il primo Paese di arrivo dei migranti non sarebbe più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo, che verrebbero ridistribuiti tra gli Stati membri in base al criterio del ricongiungimento familiare o dei legami linguistici e culturali. È una bozza vantaggiosa, sia per l’Italia sia per le persone che sbarcano sulle nostre coste, visto che la maggior parte di loro vuole raggiungere altri Paesi. Ue».
Ma il ricongiungimento familiare non esiste già? 
«Sì, ma è previsto solo per il coniuge o per il figlio minorenne. Bisognerebbe allargare le maglie, anche per una questione sociale: il ricongiungimento è la prima, grande porta verso l’integrazione, perché la famiglia che accoglie il migrante vive in Europa da tempo ed è dunque inserita nelle sue regole e nel suo tessuto culturale».
Anche il sistema del ricollocamento, sulla carta, è attivo da tempo. A che punto siamo su questo fronte? 
«Così come è impostato il meccanismo funziona malissimo, e adesso è stato anche stoppato. L’Italia riesce a ricollocare un ristretto numero di persone, ma in base al regolamento di Dublino ne tornano indietro molte di più. Inoltre, nel criterio di ridistribuzione c’è un errore di fondo: le quote vengono calcolate in base al Pil di uno Stato, senza valutare un altro importante parametro come l’incidenza del lavoro, a tutto svantaggio del nostro Paese, più ricco rispetto ad altri ma con un alto tasso di disoccupazione».
Intanto, Salvini promette più espulsioni e pensa a un asse politico con Orban, mentre il Belgio chiede di tornare ai respingimenti in mare. Allora, dove sta andando l’Europa? 

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Domani a Roma con il cardinale Bassetti. Pregare per l’Italia e il futuro comune

da Avvenire del 6 giugno 2018

di Marco Impagliazzo

Dopo le elezioni del 4 marzo, il nostro Paese ha vissuto un tempo difficile per la convivenza sociale e civile. I lunghi giorni passati prima di giungere alla formazione del nuovo governo hanno determinato un clima di tensione e di conflittualità, che ha lasciato una traccia non solo sulla scena politica, ma nella società nel suo insieme. Ora la situazione istituzionale si è stabilizzata con la formazione del nuovo governo Conte, ma ci sono nodi profondi da affrontare e da sciogliere. È compito certamente del Governo, ma anche di tutte le forze sociali e spirituali del Paese.

La Chiesa italiana ha preso varie volte l’iniziativa. Continua a farlo in tanti e diversi modi, tra cui incoraggiando l’impegno diretto dei cattolici in politica per «ricucire» il Paese, come è emerso dall’ultima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Ma è giusto che la prima scelta, in questi giorni, sia quella della preghiera: una ‘veglia di preghiera per l’Italia’ che, su invito della Comunità di Sant’Egidio, sarà presieduta giovedì a Roma dal cardinale Bassetti e rivolta a tutti coloro a cui sta a cuore il futuro del nostro Paese. Una preghiera che unisce proprio quando, in questi mesi, ci si è troppo divisi e ci si preoccupa di un bene comune che sembra essersi smarrito in dispute laceranti, vissute spesso sulla pelle dei più deboli.

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Rai Storia. Passato e presente, la Chiesa di Giovanni Paolo II, con Marco Impagliazzo

Puntata del 16/05/2018

E’ stato uno dei pontificati che hanno rivoluzionato la Chiesa, cambiato i tradizionali rapporti tra le religioni e abbattuto i muri del comunismo. E’ quello di Giovanni Paolo II, protagonista di questa puntata di “Passato e presente”. Ospite di Paolo Mieli, il professor Marco Impagliazzo. Primo papa straniero dopo più di quattrocento anni, e il primo in assoluto proveniente dall’Europa dell’est, Giovanni Paolo II ha viaggiato più di tutti i suoi predecessori messi insieme, ha saputo creare un rapporto speciale con i giovani, grazie soprattutto alle Giornate Mondiali a loro dedicate, e con gli ebrei, considerati i fratelli maggiori dei cristiani. Ma Wojtyla durante il suo pontificato ha dovuto affrontare anche alcuni clamorosi scandali. Primo fra tutti quello dei preti pedofili; e poi il caso dello Ior, la banca Vaticana, coinvolta nel crack del Banco Ambrosiano; le accuse di eccessivo dirigismo e la prelatura personale nei confronti dell’Opus Dei, che hanno messo a rischio l’unità della Chiesa. Luci e ombre di un pontificato di ventisette anni, che ha cambiato per sempre la storia della Chiesa Cattolica.

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